Giulio Maggia 
Psicologo Psicoterapeuta Padova

Dipendenze, addiction

Dipendenze, Addiction

Dipendenze, addiction, Un esempio classico della necessità di integrare una conoscenza più vasta della sola psicoterapia o della sola psicofarmacologia viene risaltata ad esempio dalla terapia della depressione, dove l’aspetto medico di compensazione o correzione farmacologica sfocia nell’analisi dei significati simbolici e del modo di funzionare normale o patologico delle diverse aree cerebrali.
I disturbi dell’umore sono una alterazione della sfera neurovegetativa che coinvolge sempre le componenti somatiche. Ogni alterazione che riguarda il ritmo sonno veglia, la sfera sessuale   o gli stili alimentari ha un’alterazione  della concentrazione sinaptica delle amine biogene e un riferimento neurobiologico di attività della noradrenalina, serotonina e dopamina. Le complesse alterazioni neurochimiche che coinvolgono la depressione sono un esempio di come alla mancanza di serotonina possa associarsi alla bassa disponibilità sinaptica della noradrenalina e all’ ipersecrezione dell’ormone della corticotropina (CRH). L’importanza dell’asse ipotalamo- ipofisi-surrene, cioè l’asse ormonale (HPT) che mette in comunicazione le strutture limbiche, l’ipotalamo,l’ipofisi con il surrene, e che fa circolare elevati dosi di cortisolo nel sangue, viene efficacemente modificato con i farmaci.
Il comportamento cerebrale comporta un’inibizione delle funzioni di controllo dell’area frontale ed interessa in maniera complessa altre aree come le zone parietali e la corteccia paralimbica temporale anteriore e le stesse aree dell’ipotalamo e del mesencefalo(sistema limbico).
L’incapacità del paziente di utilizzare coerentemente l’encefalo nel reagire di ai cambiamenti di vita o  di riportare una qualsiasi fonte di stress entro i limiti di tolleranza può dipendere dalla propria storia personale ( modelli interpretativi sbagliati per risoluzione dei problemi) o da una risposta anomala anche solo biologica.
L’interazione tra l’influenza genetica e quella ambientale crea l’unicità di ogni disturbo d’umore, che non è risolvibile con la “bacchetta magica” di un generico rito cognitivo comportamentale o una “pozione magica” di un farmaco dato senza l’appoggio di una psicoterapia. Tuttavia uno psicologo, abituato ad interagire con  le normali od anomale funzioni cerebrali, può adattare la terapia senza sentirsi prigioniero delle conseguenze dei farmaci che non considerano la complessità del comportamento individuale.  E’ evidente che un bravo cuoco può essere anche non necessariamente essere un chimico od un fisico, ma comunque se ha conoscenza dei fenomeni fisici delle cotture o della combinazione degli alimenti può utilizzare meglio la sua creatività e slegarsi dalle ricette. Altrettanto può essere capace uno psicologo di far funzionare al meglio la terapia se conosce le conseguenze e i cambiamenti che possono interagire con il benessere del paziente, aiutandolo a gestire con più coscienza il proprio dolore.