Giulio Maggia 
Psicologo Psicoterapeuta Padova

Neuropsicologia

L’evolversi della psicoanalisi si basò all’inizio su un approccio neurologico basato su primitive conoscenze neuropsicologiche legate ancora ad ipotesi di frenologia di esistenza di “centri“ e “funzioni”  studiati con le limitate conoscenze del fine Ottocento. La neurologia clinica, passando per l’interesse che aveva Lurija alle intuizioni di Freud, ha portato la ricerca in una nuova disciplina che non si interessa solo delle funzioni come la memoria, l’attenzione, il linguaggio e le emozioni, ma ne va a cercare le cause e si addentra nella ricerca della coscienza, delle motivazioni, della definizione di struttura di personalità e di identità. L’utilizzo di termini come transfert (legato alla fiducia del paziente e il suo terapeuta), la libera associazione (legata all’oggettività e alla spontaneità delle variabili non strutturate in esperimento), l’inconscio ( legato a meccanismi automatici, ma organizzati e non coscienti) non sono più termini che spaventano il neuropsicologo che trova nella ricerca conferme di ipotesi psicoanalitiche a cui si riferisce con un linguaggio differente. La necessità di aggiornarsi in due campi così vasti e nel linguaggio così distanti limitano in diffondersi di questa cultura terapeutica che sta superando solo ora i limiti del confine della ricerca e degli approcci pioneristici. Il mio lavoro terapeutico, basato su queste ipotesi già da quindici anni, si trova ora ad avere sempre più conferme e materiale divulgativo che rende meno eretico per gli psicoanalisti o per gli neuropsicologi l’approccio integrato. Il vantaggio è che si possono meglio spiegare i funzionamenti cerebrali se questi vengono inclusi nella esperienza clinica psicoanalitica di continua interazione con il paziente  Sarà presto raggiungibile la speranza di Sigmund Freud espressa in “Progetto di una psicologia nel 1895: “Un giorno sarà possibile rappresentare il funzionamento psichico negli elementi organici del Sistema Nervoso”.